Home page
Mappa locale
Istruzioni

Version française
English version
Immagine più grande

Aiguille de Goléon

   

Collegamenti disponibili:
L'Aiguillon
Pic du Mas de la Grave
Plateau d'Emparis

12/08/2007. Quota m 3427. Testo e foto di Maurizio Tron.
Lungo ma remunerativo itinerario; l’unica possibile controindicazione è data dal trasferimento in auto, che per chi vive vicino a Torino come il sottoscritto è di 2 ore e mezza almeno, e che dunque costringe a levatacce. Fortunatamente, come descritto più avanti, dall’anno prossimo dovrebbe essere in funzione il nuovo Refuge du Goléon, già costruito e in fase di ultimazione, posto su una spalla erbosa a poca distanza dal lago omonimo, a una quota approssimativa di 2450 m. La notizia della sua entrata in funzione ci è stata data da una delle persone che stavano lavorando alla struttura; a quel punto la gita potrà essere comodamente suddivisa in due giorni.
Il percorso è classificabile E/EE fino al ghiacciaio; di lì in poi F, sia a causa delle possibili condizioni del ghiaccio stesso (quando l’abbiamo percorso c’erano 15-20 cm di neve caduta 3 giorni prima, dunque non erano necessari né piccozza né ramponi, ma in stagione avanzata è possibile trovare verglas e crepacci aperti), sia per il tratto finale da percorrere in cresta, aereo e a tratti esposto. Del tutto sconsigliabile il canale, che scende da metà cresta, che su qualche sito francese è descritto in alternativa al percorso di cresta; abbiamo constatato di persona che è battuto da scariche di sassi.
Una volta raggiunto in auto l’abitato di Valfroide (1874 m; fare attenzione nel tratto subito dopo les Hières, dato che la strada si restringe al punto da consentire il passaggio di un’auto sola, e per 3-400 m non vi sono piazzole di sosta) parcheggiare; una stradina, che presto si trasforma in sentiero, si muove all’inizio in piano, per poi inerpicarsi sul pendio che fa da argine al Lac du Goléon, magnifico belvedere sui ghiacciai della Meije e del Rateau. La traccia si muove con poca pendenza sul pianoro - splendida vista sulle Aiguilles d’Arves - che, piegando progressivamente verso ovest, transita accanto al bivacco/rifugio Carraud, non più in attività, per poi incunearsi - ometti - in uno stretto passaggio fra i pendii che scendono dalla meta della gita, dalla Pointe Salvador e dalle Aiguilles de la Saussaz.
Posto piede sul ghiacciaio, si risale con ampio giro - ovest, poi sud e infine sud-est - il corpo glaciale stesso, puntando a un intaglio della cresta; una volta raggiuntolo, si segue fedelmente la cresta, in qualche tratto piuttosto esposta. L’intero tragitto è stato da noi percorso in 4 ore e mezza, ma si può tranquillamente ‘limare’ almeno una mezz’oretta. La discesa avviene lungo lo stesso itinerario; prevedere almeno 3 ore.
La cima è uno straordinario balcone sulla Meije, sul Rateau e sulle imponenti Aiguilles d’Arves.