Punta Battagliola |
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28/08/2004.
Quota m 2401. Testo e foto di Andrea Rolando. Superato il paese di Casteldelfino, abbandoniamo la provinciale per il Colle dell’Agnello e imbocchiamo la strada che risale la Val Varaita di Bellino. Poco oltre l’abitato di Chiesa, in corrispondenza di un tornante, si diparte una strada sterrata, molto stretta e dal fondo talvolta sconnesso, percorribile in auto o in mountain-bike. Questa strada (che supera un dislivello di 800m in meno di 7 km) fu realizzata nel 1938 dai soldati del battaglione Aosta per servire le batterie di Punta Cavallo e Punta della Battagliola, in grado di difendere la Val Varaita e di controllare la linea di confine. Questi luoghi furono teatro di terribili scontri tra l’esercito sabaudo e le truppe franco-spagnole, che si fronteggiarono durante la Guerra di Successione Austriaca (1740-1748). Nel 1744 i soldati di Luigi XV discesero lungo la Val Varaita e vennero bloccati con difficoltà dagli uomini di Carlo Emanuele III, attestatisi sulle pendici del Monte Cavallo. Tra il 18 e il 19 luglio, tuttavia, la linea difensiva piemontese su sopraffatta e gli invasori poterono avanzare fino a Cuneo, che fu posta sotto assedio. Il panorama dalla Punta della Battagliola comprende il Pelvo d’Elva, la Testa dell’Autaret, il Monte Pietralunga, il Colle dell’Agnello e il Pan di Zucchero, il Monviso e il solco della Val Varaita. |