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Rocciamelone

   

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Rocca Patanua
Rocciamelone (cappella)
Rocciamelone (nord ovest)

24/08/2008. Quota m 3538.Testo e foto di Andrea Rolando.
E' disponibile una panoramica ripresa dalla parte opposta della statua della Madonna: questa panoramica permette di vedere zone non visibili da questa pagina. E' possibile spostarsi all'altra panoramica seguendo il collegamento "Rocciamelone (nord ovest)".
E' inoltre disponibile una panoramica ripresa dal piazzale antistante la cappella. Per visualizzarla è necessario seguire il collegamento "Rocciamelone (cappella)".

Il Rocciamelone è la montagna più alta della Valle di Susa, e certamente quella più ricca di fascino. La prima ascensione documentata avvenne il 1 settembre 1358 per opera di Bonifacio Rotario d’Asti: questi, fatto prigioniero in Terra Santa, si impegnò con un voto a salire la più alta cima d’Italia, se mai fosse stato liberato. Secondo la superstizione dell’epoca, infatti, il Rocciamelone -che già allora, evidentemente, godeva di una certa fama- era la maggiore vetta delle Alpi.
Durante il cammino Bonifacio costruì un ricovero (l’attuale Cà d’Asti, che può pertanto essere considerato il primo rifugio della storia) è portò con sé il famoso Trittico raffigurante la Vergine, abbandonandolo in vetta a testimonianza della propria impresa.
La conquista del Rocciamelone, sebbene motivata da esigenze spirituali e non certo sportive, anticipò di secoli la nascita dell’alpinismo: il Monte Bianco fu vinto oltre 400 anni dopo, il Monviso solo nel 1861! Nel corso del tempo attorno alla nostra montagna si sviluppò un alone di intensa devozione popolare, tanto che nel 1844 anche il re Vittorio Emaluele II scalò il Rocciamelone e nel 1899 fu innalzata sulla vetta una grande statua della Madonna, realizzata con le donazioni di 130000 bambini e faticosamente trasportata dagli Alpini.
Inoltre, sulla cima, fu più volte edificato e ricostruito un piccolo santuario-rifugio, nei pressi del quale il 5 agosto si celebra una Messa: in tale occasione si svolgeva una lunga processione di fedeli provenienti da tutta la valle.
Il panorama che si può ammirare dal Rocciamelone è estesissimo, ed abbraccia quasi tutto l’arco alpino occidentale, comprendendo il Monviso, i principali massicci francesi (Ecrins e Vanoise) al completo, il lontanissimo gruppo del Monte Bianco con il Dente del Gigante e le Grandes Jorasses in evidenza. Il Grand Combin, il Gran Paradiso e il Monte Rosa sono appena riconoscibili, mentre vicino a noi distinguiamo Croce Rossa, Ciamarella, Bessanese, Albaron, Charbonnel e Roncia; ai nostri piedi si adagia il Ghiacciaio del Rocciamelone. Questo ghiacciaio ha subito negli ultimi anni un drastico ridimensionamento e a partire dal 1985 si è formato un ampio lago epiglaciale, lungo circa 600 metri, largo 50 e con una profondità massima di circa 18, oggi evacuato per scongiurare il rischio di esondazioni.