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Monte Rocciavrè

   

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27/08/2004. Quota m 2778. Testo e foto di Andrea Rolando.
Benché si trovi sulla cresta spartiacque tra Val Chisone e Val di Susa, il Monte Rocciavrè viene salito comunemente dalla Val Sangone. L’itinerario è molto lungo e richiede un minimo di allenamento, tuttavia è possibile suddividere la gita in due giorni pernottando al Rifugio della Balma (1986m). Questa struttura, gestita dai soci del CAI di Coazze, è dotata di due web-cam che permettono di valutare le condizioni del meteo o della neve prima di mettersi in cammino (www.rifugiobalma.it/new/index.htm).
Dalla frazione Forno di Coazze si seguono le indicazioni per la borgata Molè. Il sentiero si sviluppa inizialmente in un bosco di betulle e faggi, prosegue lungo il corso di un torrente e, con serpentine alternate a tratti in lieve ascesa, conduce al rifugio. Si prosegue ora in un ambiente più severo e, ignorando le diramazioni per i due laghi, si perviene ad un vasto pianoro. Con un’ultima teoria di tornanti raggiungiamo faticosamente il Colletto Robinet ( 2638m). Si svolta a destra e si supera un pendio detritico fino ad un anticima, da cui un’ affilata cresta rocciosa porta in pochi minuti alla vetta, dove sono installate una croce ed una piccola statua della Madonna.
In alternativa è possibile effettuare la salita dalla Val Chisone, a partire dagli alpeggi di Prato del Colle (1732m). In questo modo la gita è molto più breve, ma anche meno varia e interessante, svolgendosi nel solitario vallone di Rouen. Giunti al Colletto Robinet il percorso si congiunge a quello descritto in precedenza.
Dalla vetta del Rocciavrè il panorama si apre sulla pianura, limitata in lontananza dagli Appennini, e su tutto l’arco alpino occidentale: si riconoscono il Gran Paradiso, il Cervino, il Monte Rosa, il Monviso, le montagne della Valle di Susa e della Val Chisone.